Un castello,un monastero e un tunnel segreto.

“Item quo nulla persona cuisivis, conditionis exislat audeat,vel presumat,equitare vel carezare,vel arare aliquam stratam nostram”.
Con quest’ordine perentorio,ora conservato nei registri civici,datato 25 settembre 1395 si proibiva di raggiungere la strada maestra che collegava Baggio a Cusago affinchèla “strada particolare del principe” non venisse da nessuno percorsa a piedi, con cavalli ,carri e tantomeno aratri.
Questa via “privata” ancora oggi esistente per un lunghissimo tratto,ha perso nel tempo tutta la sua importanza ed è stata declassata,dopo la costruzione della nuova via Cusago,a stradina di campagna ad uso secondario,principalemtne agricolo.
Ma dietro ad una proibizione cosi banale quale mistero di nasconde?
In passato,durante le fasi di costruzione delle grandi arterie viarie che oggi caratterizzano la zona,pare siano state trovate tracce di un antico tunnel sotterraneo,molti operai si sono imbattuti nella volta a botte in laterizio sfondata dai moderni strumenti di trivellazione e scavo.
Dove portava questo misterioso passaggio sotterraneo?da chi fu costruito e perchè?
Facciamo un passo indietro nel tempo e nello spazio e poniamo la nostra attenzione sul quartiere di Baggio,oggi appartenente alla zona 7 e noto sopratutto per essere una zona popolare spesso salita alla ribalta della cronaca per fatti legati alla piccola e grande delinquenza.
Lambito dal grande parco delle cave,uno dei maggiori polmoni verdi della città,il quartiere,spinto dall’entusiasmo di associazioni di cittadini e volontari cerca di uscire da questo turbine di violenza e degrado mettendo anche in risalto,con piccole pubblicazioni,la sua antica storia.
Ed in effetti di storia sul quartiere di Baggio c’è da raccontarne parecchia;cercheremo noi di lambire molto succintamente il suo passato per comprendere meglio da chi fu voluto e costruito il tunnel misterioso.
E’ certo che nella zona di Baggio ci furono insediamenti molto antichi,forse di origine celtica,
Conquistato dall’impero romano intorno al 221.a.c. subi,come passi,una fortissima opera di civilizzazione con la costruzione di edifici,strade e alcuni accampamenti militari tra cui si ricorda una torre di guardia/difesa posta sulla strada per Novara che forse ha dato il nome alla località(Badalocum,ovvero bada al luogo).
Questa torre fu distrutta durante una devastante e terribile invasione da parte di popoli barbari ,intorno al 881 d.c. e sulle sua fondamenta fu eretta la bellissima chiesa dedicata a Sant’Apollinare a cui fu affiancato un campanile gotico-lombardo.
Come numerose località ,durante il periodo longpbardo, Baggio, fu sede di una fara, si trattava di località agricole fortificate.
Un data importante per la nostra ricerca è il 1399,fu in quell’anno che venne costruito un monastero passato alla storia come Monastero di Santa Maria di Baggio degli monaci benedettini olivetani,noto agli abitanti di Baggio come ” el monastee”.
Fu fondato da Balzarino Pusterla, genero di Matteo Visconti(non dimentichiamolo)e membro di una antica e potente famiglia milanese,che nel monastero volle poi essere sepolto.

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La struttura era formata da tre corti chiuse,una agricola,e la chiesa che risultava però esterna al complesso.Ad ampliare la magnificenza del monastero,uno splendido giardino e una ghiacciaia assai importante. Il monastero,soppresso nel 1773 ,subi la solita ignobile decadenza che subirono molti altri monasteri e conventi nel milanese,divenne una cascina pur mantenendo la struttura originale.
Ma già dalle mappe del XIX secolo risultano scomparsi due chiostri e la chiesa.Ad oggi rimane solo l’ala orientale della grande corte acquistata dal comune di milano per farne sede del consiglio di zona.
I ricordi dei contadini che hanno lavorato fino al dopo guerra nella cascina,sono tantissimi,aneddoti,gioie e tragedie ma tutti ricchi di quella umanità che vive nei tanti racconti degli anziani che con un pò di nostalgia ci parlano non solo del loro passato ma di quel mondo che oggi non esiste più.
Cosi,tra ricordi della guerra,delle retate naziste,dei partigiani che si nascondevano nella cascina, affiorano i ricordi di misteriosi sotterranei,ampi,scuri,pericolosi.
Molti si ricordano di questi ipogei segreti,di quel tunnel che partiva dall’antica osteria e arrivava alla chiesa,lungo circa 500 metri.E a nessuno è svanito il terrore di quell’antico cunicolo che si diceva uscisse dall’antico monastero e arrivasse addirittura al castello di Cusago e dove i franchi muratori aspettavano le loro vittime,bambini e giovani donne.

Imbocchiamo il tratto iniziale dell’antica Via Cusago,che ancora ,oggi dritta come un fuso ,esce da Baggio e giungiamo nei pressi dell’antica strada oggi quasi dimenticata dal traffico e dalla gente-
Dopo alcune centinaia di metri possiamo notare sulla sinistra un grande complesso agricolo in pietoso stato,abbandonato a se stesso è ormai utilizzato dalla prostituzione come luogo di incontro e di adescamento.

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Siamo di fronte alla cascina Assiano,comune autonomo fino al 1841,e già citato in un documento del 1346 ,la cascina è del 900 d.c. ma di probabili origini romane come pare dimostrare una lapide esposta al castello sforzesco di Milano in cui è inciso ACILIANUM e che fu trovata nei pressi di Baggio.
In alcuni documenti del 1045 e 1046 Azzano ,marchese di Milano ,riconosce alla basilica di Sant’Ambrogio il possesso di beni presso Axiliano.
Lambita a est dal fontanile Gandola e a ovest dal fontanile San Martino, che nasce sotto la casa padronale nelle cantine,genialità e saggezza nel costruire degli antichi che sfruttavano il fresco del fontanile per rendere le cantine adatte al mantenimento dei viveri.
E’ presente anche un orario dedicato a S.Martino.
L’intero complesso è perfettamente allineato con il possibile tracciato del tunnel SEGRETO che usciva dal monastero di Baggio e proseguiva verso Cusago,che le voci di un cunicolo che da questa cascina arrivava a Muggiano non siano prive di fondamento???

Superata Assiano ci lasciamo alle spalle la tangenziale che devia verso sinistra ed entriamo nel territorio di Cusago.
Subito sulla destra si nota una chiesa ad aula unica con copertura a capanna. All’interno notiamo un piccolo presbiterio quadrangolare con affresco del Cristo e i quattro evangelisti .
E’ ciò che rimane dell’antica abbazia che sorgeva attorno,cuore di una vasta grangia che arrivava fino al monastero di Baggio(!).
Il complesso,noto come S.Maria del Bosco o della Misericordia,esisteva sicuramente già nel trecento e fu voluto da Bernabò Visconti e dalla moglie Regina della Scala.

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I proprietari,che amano raccontare la storia dell’abbazia,dicono che sotto la struttura esiste un tunnel segreto che arriva fino a Baggio da una parte e dall’altra giunge al castello di Cusago.

Ed eccoci a Cusago,oggi ricchissimo comune della provincia di Milano,dove spiccano ville di medie e grandi dimensioni e alcuni palazzi residenziali di fascia medio alta.A percorrere le sue strade più periferiche sembra di essere in qualche quartiere di una megalopoli americana,tutto pulito,tutto perfetto e tutto ordinato e sopratutto tutto moderno.La storia è stata volutamente spazzata via,dimenticata,calpestata e declassata a cosa di poca importanza.Solo la piazza principale del paese con la sua chiesa e il suo castello ci fa ricordare di essere in uno dei più importanti luoghi di villeggiatura e svago prima dei Visconti e poi degli Sforza.

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Eretto nel XIV secolo come residenza di campagna da Bernabò Visconti in una zona boscosa e ricca di cacciagione fu ristrutturato da Gian Galeazzo che diede ordine dei lavori a Zanino Magatti.
Filippo Maria Visconti lo cambiò invece radicalmente e costrui’ nuovi corpi di fabbrica.Sistemò la camera ducale e l’anticamera,fece rifare i camini e ornamenti alle pareti dando incarico al pittore Donato da Meda.
Rinforza la torre,le stalle e fa costruire un piccolo naviglietto per rendere il castello raggiungibile per via d’acqua da Milano.
La struttura ha quindi subito numerose modifiche ed è molto difficile avere un’idea di come fosse in origine.Come lo vediamo oggi,ingentilito,lo dobbiamo o a Ludovico il moro che fece aggiungere il loggiato sui fronti e il portico all’interno del cortile.
Leggiamo architettonicamente il tutto:un impianto quadrangolare con fronti su due piani in muratura ,grande torre a volumi sovrapposti in corrispondenza dell’ingresso ma non perfettamente centrata,finestre a sesto acuto in cotto.
La struttura oggi è in pessimo stato e numerose sono le battaglie di singoli,di associazioni portate avanti per evitare il totale sfacelo dell’antica dimora.Le vicissitudini di compra vendita,passaggi di proprietà sono numerose ed è fin troppo noioso anche solo accennarle,ma il nostro timore è che si aspetti solo che crolli tutto per costruire sulle macerie un bel complesso residenziale,uno come i tanti che ci sono a Cusago e in tanti altri comuni del milanese.

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Dalla cantine,da noi visitate insieme a tutta la struttura,si notano alcune tamponature,forse la prova che le storie di tunnel segreti uscenti dal castello in più direzioni sono reali?Quella tamponatura che trasuda umidità,li sull’ala destra del castello chiude l’accesso alla galleria di fuga verso Baggio? Quella piccola tamponatura posta sotto le antiche cucine cela l’accesso al tunnel che univa il castello alla cascina Palazzetta? antica cascina di chiaro stampo sforzesco voluta dal Moro per farci risiedere una delle sue numerose amanti?

Federico P.

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