IL CIMITERO MONUMENTALE DI MILANO TRA STORIA, LEGGENDE E SIMBOLI MASSONICI

FAMEDIO

Dopo il Duomo di Milano, il cimitero Monumentale è una delle attrazioni turistiche più visitate della città.

Iniziato nel 1863 sotto progetto di Carlo Maciachini, venne inaugurato il 2 novembre (non poteva esserci giorno più indicato) del 1866. Inizialmente adibito a semplice cimitero comunale, venne riconvertito unicamente e definitivamente in ‘luogo eletto all’arte funeraria’ nel 1895.

Il primo imponente edificio che s’incontra superando i cancelli d’entrata è il Famedio. Originariamente pensato come chiesa, subì una trasformazione d’uso e già dal 1887 venne utilizzato come luogo per celebrare i cittadini milanesi famosi. La scalinata di accesso conduce al nucleo centrale che poi si dirama in gallerie di levante e di ponente, superiori ed inferiori dove, all’interno di un sarcofago, riposa il più celebrato poeta e scrittore Milanese: Alessandro Manzoni.

CIMITERO MONUMENTALE - SCORCIO

Esistono due curiosità legate al corpo del Manzoni. Il 31 ottobre 1960, durante i consueti lavori per l’imminente festa dei morti, l’arca contenente l’illustre scrittore milanese fu spostata con l’argano da una delle pareti nella quale era stata posta al centro del Famedio, dove si trova tuttora. In quell’occasione venne sollevato anche il pesante coperchio di marmo ed avvenne un piccolo miracolo. Nello stupore generale degli operai, dalla tomba aperta si sprigionò una luce abbagliante. Il fatto risultò tanto eccezionale che trovò spazio anche su articoli di quotidiani dell’epoca. Naturalmente, come accade spesso in questi casi, sarebbe bastato analizzare l’accaduto con un occhio più scettico e razionale per scoprire che in realtà la luce abbagliante era stata causata da un raggio di sole che aveva colpito e si era riflessa sulla bara interna nel quale giaceva il Manzoni, fatta di cristallo.

Altro fatto miracoloso, ma che anche in questo caso risultò in seguito di facile risoluzione, fu nel trovare la salma di Alessandro Manzoni in perfetto stato di conservazione a distanza di più di ottant’anni dalla sua morte. La spiegazione era ovviamente dovuta al fatto che il corpo era stato imbalsamato.

Per avere il privilegio di essere sepolti all’interno del Famedio, è necessario avere (o meglio, aver avuto) determinati requisiti. Oltre al fatto di essere nati a Milano o di averci vissuto per un lungo periodo, i ‘candidati’ vengono scelti per selezione meritocratica che può essere raggruppata in tre distinte categorie: gli illustri (che hanno eccelso in campo letterario, artistico e scientifico), i benemeriti (che con le loro azioni hanno dato lustro e fama alla città) ed i distinti nella storia (coloro che hanno contribuito all’unità ed all’evoluzione nazionale).

Tra gli ultimi noti personaggi dell’arte e dello spettacolo che hanno trovato riposo nel Famedio, annoveriamo Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e la poetessa Alda Merini.

Nel cimitero Monumentale si concretizza infatti il pluralismo ideologico del XIX secolo, sia architettonico che si sbizzarrisce con stili che vanno dal romanico all’egizio, dall’assiro al gotico fiorito, sia religioso con simboli cristiani, ebraici, pagani e… massonici.

Un evidente monumento funebre che celebra la massoneria, si trova infatti all’interno del Crematorio.

Non dobbiamo sottovalutare l’importanza di questa struttura che fu la prima in assoluto in Italia a cremare un uomo. E’ necessario infatti rammentare che la religione cattolica e la Chiesa avevano sempre vietato con fermezza tali tipi di ‘accanimento’ su un defunto. Era infatti in evidente contrasto con il loro credo della resurrezione della carne. Incenerire un corpo era peccato. L’ascesa della cultura in campo scientifico, l’ateismo ed il problema costante di spazio per i cimiteri, favorirono comunque la via della cremazione.

CIMITERO MONUMENTALE - CREMATORIO

Il crematorio fu fortemente voluto dall’industriale e commerciante nel campo della seta Alberto Keller (1800-1874). Venne realizzato nel 1875 su progetto di Carlo Maciachini e Cleste Clericetti con stile dorico-greco.

Keller non vide mai il crematorio realizzato (morì l’anno prima della sua costruzione), ma ebbe l’onore di essere il primo uomo in Italia ad essere cremato nel 1876.

Il crematorio del cimitero non viene più utilizzato da diversi anni, ma il suo ‘macabro fascino’ rimane immutato.

CIMITERO MONUMENTALE - CREMATORIO - INTERNO - MONUMENTO A FEDELE SALA (DETTAGLIO SU SQUADRA) Al suo interno sono esposte diverse urne cinerarie della fine del XIX secolo. L’entrata è costituita da un vestibolo colonnato a doppio emiciclo che si apre su un corpo centrale a base quadrata nel quale, sulla destra, scopriamo il monumento funebre a Fedele Sala.

Lo stupore sarà immediato nel notare due particolari che non lasciano alcun dubbio sull’appartenenza di Sala alla massoneria: l’occhio racchiuso nel triangolo e la squadra con compasso intrecciati.

di William Facchinetti Kerdudo

Sul cimitero monumentale di Milano è stato prodotto questo servizio, per la rubrica “Pillole di Misteri“:

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Informazioni su Luigi Bavagnoli

Presidente ass. Teses www.teses.net
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