Un UFO crash nel cuore di Milano. Il Duce richiede il massimo segreto.

E’ la notte del 13/06/1933 quando Benito Mussolini, il Duce, viene svegliato nel cuore della notte.
Un oggetto volante non identificato sarebbe precipitato su Milano.

Questa è la notizia che molti scrittori riportano, mentre per altri, il disco volante non sarebbe caduto a Milano, ma vicino a Vergiate, in provincia di Varese.

In ogni caso l’ordine immediato è quello di recuperarlo con tempestività e discrezione, e di nasconderlo in un luogo sicuro per poterlo studiare.

Questa sarebbe in ogni caso la prassi comune che si sarebbe adottata nel caso di un velivolo offensivo proveniente da un esercito nemico. In quei casi, anche a conflitto terminato, si sarebbe poi saputo dai rapporti la natura del velivolo.

Nel caso dell’UFO crash del ’33, invece, non si seppe più nulla.

Inizialmente è possibile che l’aeromobile sconosciuto sia stato trasportato nel grande bunker degli stabilimenti della Caproni, tutt’ora esistenti, anche se dismessi e resi inaccessibili dalle successive e più moderne edificazioni sovrastanti.

Da lì l’UFO sarebbe stato portato a S. Anna di Vergiate, presso gli stabilimenti della SIAI Marchetti, dove lo avrebbe studiato un’equipe di ingegneri aeronautici. Alcuni ipotizzano che questo veicolo volante sarebbe poi stato trasportato in Germania, ma anche in questo caso brancoliamo sul sentiero delle teorie.

I pochi documenti ritrovati, relativi a questo episodio, provengono dall’Agenzia Stefani, una sorta di Ansa dell’epoca, in cui appare chiarissimo l’obbligo di silenzio e di massima riservatezza richiesto.

Il CUN, Centro Ufologico Nazionale, ha recuperato e tuttora conserva, alcuni dispacci dell’epoca in cui, per chiare direttive del Duce, si evincono toni molto severi circa la divulgazione di informazioni su questo caso. Si leggono “previste max pene per i trasgressori“, “immediato arresto“.

«D’ordine personale del Duce disponesi immediato – dicesi immediato – arresto diffusione notizia relativa ad aeromobile natura e provenienza sconosciute di cui a dispaccio Stefani data odierna ore 7.30 (…) Dir. Gen. Affari Generali. Fine stop».

In seguito a questo episodio ed alle forti censure che ne seguirono, pare venne creato un organo per lo studio di questo caso, noto come RS/33, ovvero Ricerche Speciali 33, composto da Galeazzo Ciano, Italo Balbo, Guglielmo Marconi e molti altri scienziati italiani. Ufficialmente durò fino al 1940.

In seguito alla diffusione di questa notizia, in epoca contemporanea, in molti hanno provato ad avvicinarsi a questi stabilimenti, all’apparenza abbandonati. Pare che ogni tentativo di incursione da parte di questi sprovveduti curiosi, sia stato inibito da uno spiegamento di forze militari anche ancora oggi presidierebbero di nascosto gli stabilimenti abbandonati. Forse nel sottosuolo c’è ancora qualche attività in corso?

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